24/09/2024
Il calcio non è solo un gioco. Non significa solo rincorrere un pallone a caccia di un sogno. È uno sport dalla forte valenza sociale, specie in una società così depauperata di valori e di contenuti.
La Sacra Famiglia lo sa bene: e il responsabile tecnico del progetto biancazzurro, Massimiliano Esposito, sottolinea in prima persona l’importanza degli allenatori giovanili che devono essere prima di tutto degli educatori.
«Sono convinto che per formare “il calciatore” si debba educare i ragazzi soprattutto guidandoli a stringere relazioni forti tra di loro, necessarie per “fare squadra” – afferma l’ex campione di Lazio e Napoli, classe 1972 – Per essere un calciatore migliore non bastano cinque minuti di corsa o un esercizio in più: occorre prestare attenzione, leggere le situazioni di campo, socializzare con gli altri. Tutte cose indispensabili quando si fa parte di un gruppo, di una squadra».
È scientificamente provato che l’uso eccessivo dello smartphone può provocare non solo isolamento sociale e importanti problemi posturali, ma soprattutto evidenti cali di concentrazione, sia in allenamento che in partita.
«Spesso organizzo delle cene con i miei ragazzi in cui l’unica regola è spegnere il cellulare e riporlo in un cestino. È una cosa che ho semplicemente chiesto, il segreto è dare loro fiducia: la vera sfida è diffondere momenti di interazione da vivere nel mondo reale, non dietro uno schermo. Lo sport li aiuta a provare emozioni vere e a stringere relazioni altrettanto vere e genuine».